About Us

This is our life story

La nostra serie di prodotti si baserà su alcuni concetti fondamentali arricchiti da ricerche sull’esperienza sensoriale, il genius loci, esperienza tattile e Design territoriale. Gli oggetti nascono dalla connessione attiva di tali elementi al fine di creare  lampade multisensoriali, provviste di vari elementi scomponibili fra di loro, per una massima resa dell’esperienza tattile, visiva e uditiva dell’utente, libero di interfacciarsi con essi come più ritiene opportuno.

La componente del suono è rappresentata dalla Noise Machine, modulo alla base dell’intera opera. Questo elemento è fondamentale per l’intero funzionamento della struttura e della lampada: la macchina per i rumori bianchi è l’unico elemento connesso alla presa diretta di corrente ad alta tensione che, grazie al trasformatore interno alla Noise Machine, trasforma appunto la corrente da alta a bassa tensione, permettendo così una circolazione sicura della corrente a prova di utente. Con la Noise Machine ci è infatti possibile trasportare l’energia necessaria per far sì che la lampada si possa caricare e che quindi possa portare a termine il proprio scopo e funziona. Nella parte inferiore della Noise Machine vi sarà uno spazio occupato per il trasformatore di corrente elettrica e nella parte superiore la vera e propria macchina per i rumori bianchi. Tramite un contatto elettrico a magnate il trasformatore manderà la corrente al supporto, che a sua volta la porterà alla lampada. Il materiale scelto, si è optato per un rivestimento di cenere vulcanica, dalla texture complessa e non uniforme, per un’esperienza tattile aggiuntiva; dei piccoli fori sono stati creati nella parte superiore del rivestimento per far sì che i suoni escano in maniera armoniosa.

La lampada touch, posta all’apice del supporto metallico. Una lampada touch può essere attivata semplicemente toccando la lampada. Queste lampade possono trasformare una lampadina standard in una lampadina a tre vie, grazie alla tecnologia dimmer. Toccando una volta la lampada, la lampadina si accenderà al 33% della sua capacità nominale; toccandolo due volte si porta al 66%; e un terzo tocco si traduce in pieno wattaggio. La lampada è dotata di un’illuminazione a LED in modo tale che il voltaggio è limitato a 3,5 volt così da poter essere alimentata da una corrente continua: tale tensione essendo molto bassa non crea pericolo di folgorazione all’utente in caso di contatto. La base della lampada infatti entrando in contatto con la struttura tramite il contatto elettrico a magnete trasmette l’energia alla batteria presente al suo interno, che si ricarica mentre la lampada si trova appoggiata alla struttura, chiudendo così il circuito. Un altro vantaggio, che la rende resistente e affidabile, è il materiale siliconico che la riveste dona all’oggetto un pratico grip per essere facilmente gestibile da svariate tipologie di utenti.

Il supporto, è composto da alluminio, materiale riciclabile e ottimo per conduzione elettrica. Grazie al supporto ci è possibile trasportare quell’energia che il trasformatore all’interno della Noise Machine ha cambiato da alta tensione a corrente a bassa tensione; questa tipologia di corrente è particolarmente adatta per quelle strutture che devono trasportare corrente e che devono contemporaneamente essere toccate dall’utente. Si crea in questo caso un circolo di corrente continua. Nella nostra lampada la struttura sarà divisa in polarità che entreranno in contatto con la lampada: il trasformatore nella Noise Machine invierà corrente elettrica a bassa tensione alla lampada, dalla quale poi fuoriuscirà e tornerà alla Noise Machine, tutto questo grazie al supporto. Vi sarà inoltre una placca di cenere vulcanica che fungerà da isolante per i due poli e come supporto della base della lampada. Per aumentare la gamma di colori disponibili, la struttura verrà verniciato a polveri.

Materiali innovativi

Sicilia, pendici dell’Etna: periodicamente i centri pedomontani del vulcano risentono dei parossismi dell’Etna che producono cenere e lapilli. Però, come spesso avviene, il problema potrebbe mutarsi in risorsa: infatti, non solo molti ipotizzano di impiegare la cenere come fertilizzante in agricoltura, ma il problema del riutilizzo della cenere vulcanica è già da anni oggetto di indagine sperimentale nell’ambito di progetti sviluppati dal Dipartimento di Ingegneria Civile dell’ateneo catanese. In particolar modo attraverso il progetto Reucet sono state investigate diverse possibilità di riciclo della cenere e dei lapilli dell’Etna: dall’impiego nel calcestruzzo, nelle malte, negli intonaci isolanti, alla realizzazione di prodotti laterizi tradizionali, a sottofondi stradali, fino a soluzioni in cui viene utilizzato come adsorbente con finalità di riduzione dell’inquinamento. La presenza dei pori, prevalentemente chiusi e interconnessi, garantisce infatti ottime prestazioni in termini di conducibilità termica, al pari di altri materiali isolanti.

L’alluminio grazie ai nuovi metodi di produzione carbon free è un materiale assai prezioso in ottica ambientale, pur mantenendo elevati standard qualitativi e di efficienza. Ad oggi la produzione di alluminio, materiale al 100% riciclabile, incide per l’1% sulle emissioni globali totali di anidride carbonica. Si tratta di una possibilità green che consente il riciclo totale del prodotto in alluminio per un numero infinito di volte. L’alluminio esprime appieno il concetto di Eco-design perchè unisce le proprietà massime di duttilità di un materiale e allo stesso tempo presenta elevate caratteristiche di sostenibilità legate alla sua produzione e al fatto che è al 100% riciclabile. Con un peso specifico di appena 2.7 kg/dm3 l’alluminio è il più leggero fra i metalli normalmente impiegati e pesa un terzo dell’acciaio. Il suo utilizzo si adatta a svariate forme e misure: è infatti facile da lavorare per creare profilati su misura idonei ad ogni progetto. Si tratta quindi di un materiale ideale per qualsiasi bisogno e che grazie alle nuove metodologie di produzione riesce a rispettare l’ambiente verso un idea di ingegneria e design Eco.

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